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PALESTINA - Striscia di Gaza

 

Kosovo: Ludoteche di Peja e Pristina (2000-2005)

Kosovo: Monitoraggio delle famiglie con bambini disabili (2001-2002)

Palestina: Assistenza materiale e psicosociale ai bambini di Rafah e Khan Younis
(2002-2003)
(2003-2004)
(2004-2005) (2005-2006)

Palestina: Sostegno educativo e psico-sociale ai bambini vittime del conflitto nella Striscia di Gaza (2003-2004)(2004-2005) (2005-2006)

 


Leggi la Scheda Paese:
Territori dell'autonomia Palestinese

 


Progetto ECHO (Cric – Educ-Aid)
Collaborazione alla gestione del progetto:

Assistenza materiale e psicosociale alla Comunità Palestinese
che vive nelle municipalità di Rafah e Khan Younis - Gaza

INFORMAZIONI GENERALI

Area di intervento:
Striscia di Gaza, Autorità Nazionale Palestinese e Territori Occupati, Palestina.
Title of operation:
Psychosocial and material support to the Palestinian community living in the municipalities of Rafah and Khan Younis - Gaza
Durata: 10 mesi (1a fase), rifinanziato neglle annualità successive con ulteriori specifiche azioni
Avvio del progetto: giugno 2002

QUADRO OPERAZIONI
Beneficiari
Numero di beneficiari diretti:
Il numero stimato di beneficiari diretti è di 450 famiglie, in particolare:
- 2200 bambini (dai 3 ai 6 anni) appartenenti a famiglie di refugees e residenti nell’area di Khan Younis e Rafah;
- 800 genitori;
- 160 insegnanti ed educatori degli asili

Status dei beneficiari:
Refugees
Popolazione locale in generale
Gruppi specificatamente vulnerabili

Type of intervention
Cause della crisi umanitaria:
Conflitto civile;
Crollo socio-economico

Principali settori di attività
Salute
Non-food items
Educazione

Locazione esatta delle attività (attach map)
Distretto del sud di Gaza (Palestina), in particolare nelle municipalità di Khan Younis e di Rafah.

ASSESSMENT
Dati sull’assessment
Lo staff del CRIC ha condotto l’assessment attraverso e durante l’implementazione di precedenti progetti nel 2001. L’assessment è stato realizzato, infatti, mediante una diretta osservazione e studio sul campo, durante l’implementazione di un precedente progetto di supporto a bambini di 20 asili nel Distretto della Striscia di Gaza Sud, appunto nelle municipalità di Khan Younis e Rafah.
Il contatto diretto con i bambini e le loro famiglie ha permesso allo staff CRIC di verificare il bisogno di un intervento che non fosse solo basato su un aiuto materiale ai bambini e alle loro famiglie, ma anche su un loro sostegno psicologico, data la precarietà e drammaticità del loro quotidianito: i continui bombardamenti, gli attacchi e gli scontri nelle strade, i vari atti di violenza uniti a (e insieme cause di) una crescente povertà, nell’ultimo anno e mezzo hanno prodotto traumi e disagi, in particolare tra i bambini.

L’assessment si è basato partendo e confrontandosi anche con le ricerche e gli studi che negli ultimi anni hanno realizzato le due associazini partners: Gaza Community Mental Health Programme (GCMHP) e Al-Hanan Association for Mother and Child.

Findings of the assessment
“Sound mental health is a product of the subjective feeling of well being and harmony with the environment. An oppressive environment is damaging to the self-being and to the community. We believe that the mental health worker should help promote basic human rights, and join the community in striving for dignity, liberation, and peace” (GCMHP concept).
L’acuirsi della crisi politica nella striscia di Gaza ha portato nei mesi scorsi ad un aumento della tensione Israelo- Palestinese, incrementando a sua volta l’intensità del conflitto nell’area.
Ogni giorno vengono riportati attacchi aerei, scontri nelle strade, demolizioni di case in diverse parti della Striscia di Gaza, ma in particolare nella area di Rafh e Khan Younis.
La violenza di questi ultimi mesi ha raggiunto livelli mai visti prima, portando a stati d’animo in cui la paura è sempre presente: paura verso gli altri, ma anche paura per la propria vita e il proprio futuro. Sempre più evidenti, da una parte, il rancore prodotto dal conflitto ed accompagnato da un senso di sconforto, rassegnazione e disperazione e, dall’altra, la conseguente adozione da parte di alcuni movimenti e partiti politici di atteggiamenti e modalità sempre più radicali. Ancora, l’assedio imposto dal governo israeliano nei territori che dovrebbero essere sotto il controllo dell’ANP, non fa altro che stroncare la già debole economia delle famiglie palestinesi, aggravando ulteriormente la precarietà della vita in queste aree.
In questa situazione di continuo pericolo, paura ed impoverimento, i bambini sono la parte più vulnerabile della comunità intera.
In particolare, nelle aree di Rafah e Khan Younis, tra le aree più colpite da azioni militari, la paura che ogni giorno vivono i bambini, ha generato tra gli stessi diverse problematiche psicologiche e nel comportamento sociale in genere: sono stati moti i casi di disordine psicologico, come di incontinenza, dislessia, aggressività e serio disagio sociale.
La popolazione che vive a Rafah e Khan Younis è di circa 330.000 abitanti e la percentuale di bambini sotto i 5 anni è del 20% (46000 bambini). In questa recente crisi, gli asili nei distretti del sud della Striscia di Gaza hanno registrato un calo di presenze del 5 % circa. Questa, in particolare, è una conseguenza della dura crisi economica che interessa tutte le famiglie palestinesi. Gli asili per cercare di contenere questi abbandoni hanno ridotto le quote di iscrizione da 25-30 NIS a 15 NIS mensili per bambino.
Nonostante questo, molte famiglie non possono sostenere la spesa, e gli stessi asili iniziano ad avere problemi a coprire le spese correnti: mantenimento della struttura, salari dello staff, mantenimento e aggiornamento dell’equipment didattico.
Durante l’assessment, il CRIC ha analizzato la ricerca condotta dall’associazione per madri e bambini “Al-Hanan”, che ha visitato 74 asili siti nei due distretti di Rafah e Khan Younis. Questo lavoro mostra che un’alta percentuale di bambini (70% +/- 5) ha evidenti segni di disturbi comportamentali.
Nel dettaglio:

  • 40% paura;
  • 35% iper-eccitazione e aggressività;
  • 12% difficoltà nell’apprendimento e problemi legati alla personalità;
  • 8% incontinenza;
  • 5% sonnolenza;

Considerando che questi problemi interessano bambini dai 3 ai 6 anni, si capisce che questi andranno a influenzare la futura personalità delle nuove generazioni.
Infine, il CRIC nel suo assessment ha tenuto conto delle ricerche e degli studi realizzati dal centro di Ricerche GCMHP sugli effetti psicologici nella popolazione civile, provocati dai bombardamenti israeliani avvenuti nella striscia di Gaza nell’ultimo anno e mezzo.
Lo studio mira a valutare le conseguenze dei bombardamenti in particolare tra le donne e i bambini. Lo studio ha preso in considerazione solo soggetti che non presentavano già a priori altre problematiche mentali.

Piano di Lavoro
Obiettivo principale
Obiettivo dell’operazione è supportare le famiglie e in aprticolare i bambini più vulnerabili che riportano conseguenze di tipo psicologico e di comportamento sociale a causa del conflitto nelle aree di Rafah e Khan Younis.

Obiettivi specifici
Lo scopo del progetto è di contribuire al miglioramento delle capacità dei genitori ed educatori nella gestione di situazioni di stress e di trauma dei loro figli e allievi:

  • Supportando gli educatori nell’affrontare l’aumento di problemi psicologici nei bambini attraverso training e fornendo strumenti didattici;
  • Promuovendo il coinvolgimento dei genitori nello sviluppo educativo dei loro figli attraverso incontri e workshops;
  • Migliorando la capacità di attenzione dei bambini dando loro occasione di vivere in situazioni di attenzione e riformulazione della loro realtà attraverso semplici azioni come giochi e workshops estivi.
  • Supportando le associazioni locali partners nel miglioramento delle loro capacità nelle attività educative psicologiche attraverso lo scambiio di differenti tipologie di approccio ai traumi e casi psicologici che emergono in situazioni di crisi come quella presa in considerazione.

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Nel progetto è impegnato, fin dal suo inizio Alessandro Latini, educatore professioanale della Cooperativa Sociale Il Millepiedi, che ha alternato lunghi periodi di permanenza in loco a periodi di coordinamento a distanza dall'Italia con brevi missioni di formazione degli operatori. Dalla primavera del 2005 è inoltre impegnato nel progetto Riccardo Sirri, operatore della nostra cooperativa.

 
 
 
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