1) Organizzazioni proponenti
Il progetto è stato proposto da due organizzazioni non governative, CRIC e CEIS, che lavorano nell’ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo, della cooperazione educativa, e dell’aiuto umanitario.
In particolare nell’ambito della cooperazione educativa gli interventi hanno l’obiettivo di:
- Ridurre gli handicap e la vulnerabilità sociale e culturale dei minori
- La promozione dei diritti dei bambini
- L’innovazione educativa
- Il supporto alle istituzioni educative e sociali che hanno come missione lo sviluppo psicologico e fisico dei bambini e delle persone vulnerabili
Il CRIC (Centro Regionale d’Intervento per la Cooperazione) ha sede a Reggio Calabria ed è stato fondato nel 1983. Il CRIC opera nel Mezzogiorno d’Italia realizzando e progettando programmi di sviluppo locale sostenibile, programmi educativi e di sostegno ed aiuto ai minori a rischio, attività d’informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
Il CRIC è riconosciuto dal Ministero degli Affari Esteri ai sensi della legge 49 sulla Cooperazione Internazionale dal 1987, inoltre ha sottoscritto dal 1993 con l’Ufficio per gli Aiuti Umanitari dell’Unione Europea (ECHO) un contratto quadro di partenariato per la realizzazione di programmi d’emergenza ed aiuto umanitario nelle aree di crisi.
Nell’ambito della cooperazione internazionale e dell’aiuto umanitario il CRIC ha realizzato e sta realizzando programmi in tutti i paesi dell’ex Jugoslavia (Bosnia, Croazia, Kosovo, Montenegro, Macedonia, Serbia), in Albania, in Centro America, in America Latina, in Palestina, in Nord Iraq e in Eritrea.
Il CEIS (Centro Educativo Italo Svizzero) di Rimini è stato fondato nel 1946 dal Soccorso Operaio Svizzero, e la sua prima direttrice è stata Margherita Zoebeli. Il CEIS è ben noto per le sue politiche di innovazione educativa e per l’inserimento sociale ed educativo dei bambini con handicap fisici e mentali.
Al progetto collabora il Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna, con cui il CRIC e il CEIS hanno in corso rapporti già da diversi anni in alcuni progetti di cooperazione educativa nei Balcani e nella regione dei Grandi Laghi in Africa. Il Dipartimento si occupa della formazione degli insegnanti e degli operatori impegnati sui progetti.
2) Analisi della situazione
L’analisi della situazione dell’integrazione dei bambini disabili in Kosovo ha evidenziato grandi difficoltà di inserimento nell’iter scolastico dei coetanei. Alla base dell’isolamento scolastico c’è spesso una situazione di isolamento sociale, dovuto in parte alle resistenze da parte delle famiglie a rivolgersi ai Servizi Sociali della Municipalità. In corrispondenza di una riorganizzazione di tali servizi in seguito alla fine del conflitto del 1999, è emersa la necessità di realizzare interventi specifici di aiuto alle famiglie con bambini disabili. Per che questi interventi siano realizzabili occorre fornire ai servizi un quadro dettagliato della situazione del territorio.
3) Obiettivi generali del progetto
Il progetto avrà l’obiettivo di monitorare la condizione ed i bisogni delle famiglie con bambini/e con handicap, al fine di verificare le condizioni di vita delle/dei bambine/i con handicap, e indirizzare le loro famiglie verso l’uso dei servizi forniti dai Servizi Sociali delle Municipalità e/o da altre organizzazioni locali o internazionali presenti in Kosovo.
4) Obiettivi specifici
a. Costituire un team mobile con l’obiettivo di visitare 400 famiglie di tutte le etnie che vivono nelle Municipalità di Pristina e Gnjliane.
b. Raccogliere e sistematizzare in un database tutte le informazioni sulla condizione delle famiglie e delle/dei bambine/i disabili; il database sarà a disposizione dei Servizi Sociali e di tutte le organizzazioni coinvolte nelle attività di aiuto ai disabili.
c. Costituire un database elettronico su tutte le istituzioni di servizio sociale presenti a Pristina e Gnjliane.
d. Visite alle famiglie con bambini in età scolare, da parte delle/degli insegnanti che lavorano nelle scuole speciali con bambini con lieve ritardo mentale, in maniera da fornire aiuto e supporto alle famiglie e vincere la resistenza all’integrazione scolastica e sociale.
e. Formare una equipe di lavoro presso il Social Welfare Centre di Pristina con il compito di raccogliere e diffondere informazioni riguardo progetti e iniziative nazionali e internazionali per le famiglie con bambini disabili.
5) Beneficiari
Beneficiari saranno 400 famiglie, di tutte le etnie, che vivono nelle Municipalità di Pristina e Gnjliane. Almeno 100 di queste famiglie riceveranno supporto ed aiuto da parte degli insegnanti delle scuole speciali.
6) Progetti collegati
Si intende realizzare questo progetto in stretta relazione con l’intervento “Programma di supporto ai bambini con handicap e con difficoltà sociali e culturali a Pristina”, che CRIC, CEIS e il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna stanno attualmente effettuando nella scuola elementare e nella scuola speciale per bambini con lieve ritardo mentale “Naim Frasheri”. Inoltre, questo progetto opererà in collaborazione con le attività del Community Centre della ONG locale HANDIKOS a Pristina.
7) Descrizione delle attività di monitoraggio
Il team comprenderà due operatori e un autista. Uno degli operatori sarà un assistente sociale del Social Welfare Centre, il secondo sarà un operatore di HANDIKOS. Il team realizzerà le visite secondo un piano programmato di 4 visite al giorno per 10 settimane.
CRIC manderà un esperto per redigere il rapporto conclusivo, controllare la compilazione del database e presentare i risultati del progetto. La missione dell’esperto durerà 2 settimane.
Il coordinatore del progetto garantirà la supervisione delle attività attraverso incontri settimanali con il team mobile.
Una equipe del Socila Welfare Centre coordinerà il lavoro degli assistenti sociali e le visite domiciliari.
Una persona di HANDIKOS si occuperà della supervisione del lavoro degli operatori di HANDIKOS.
Seguendo le informazioni fornite dagli assistenti sociali, gli insegnanti della scuola speciale per bambini con lieve ritardo mentale faranno essi stessi visite domiciliari, al fine di superare gli ostacoli sociali e culturali che impediscono l’inserimento scolastico. Questo sarà realizzato attraverso la relazione personale diretta con i membri delle famiglie. Gli insegnanti lavoreranno in gruppi di due e sarà loro richiesto di preparare una relazione per ogni visita eseguita.
8) Risultati attesi
I risultati dell’intervento saranno valutati in base ai seguenti indicatori:
- Numero dei bambini handicappati inseriti nelle scuole in seguito alle visite domiciliari.
- Numero delle famiglie segnalate ai servizi locali e alle organizzazioni umanitarie per un supporto medico e sociale.
- Qualità delle informazioni riportate nel database.
- Numero dei casi differenti di disabilità
- Formazione dell’equipe di lavoro presso il Social Welfare Centre di Pristina.
9) Personale impegnato
Nel progetto, è stata impegnata Francesca Cicogna, una operatrice della Cooperativa Sociale Il Millepiedi. Francesca è laureata in psicologia.