|
Che cos’è il neurofeedback?
E’ una forma di apprendimento (condizionamento operante) che si ottiene premiando il bambino ogni volta che riesce a cambiare momentaneamente le onde cerebrali (quelle che vengono registrate da una normale elettroencefalografia) ottenuto con l’ausilio di una apparecchiatura per la registrazione dell’elettroencefalogramma ed il compiuter. Quindi è una terapia biologica, ma non farmacologica che agisce modificando permanentemente la funzinalità cerebrale, attraverso un training supportato da elettroencefalografia e computer. Importanti e documentati studi sperimentali hanno dimostrato che il neurofeedback fornisce una possibile alternativa all’intervento farmacologico per il Deficit di Attenzione e Iperattività.
Il quadro elettroencefalografico (quantitativo) che più spesso si presenta, è quello di un’eccessiva attività di onde lente (theta) e una ridotta attività di onde più rapide (beta e SMR) associate ad un controllo dell’attenzione, della concentrazione e dell’inibizione motoria (causa primaria dell’iperattività in questi bambini). Attraverso il neurofeedback questa modificazione è possibile perché fornendo al bambino un segnale immediato dello stato fisiopatologico del cervello egli diventa gradualmente capace di modificarne l’attività fino al raggiungimento di un nuovo e stabile equilibrio a cui si associa la scomparsa della sintomatologia ( disattenzione iperattività impulsività). Tutto ciò avviene in modo non invasivo, senza l’assunzione di alcun tipo di sostanze e senza la presenza di effetti collaterali.
Come si fa il Training del Neurofeedback
Durante una seduta di neurofeedback il bambino si siede su una poltrona davanti allo schermo di un computer. In seguito il terapeuta posizionerà gli elettrodi, uno sul cuoio capelluto del bambino e due sui lobi auricolari, per registrare l’attività delle onde cerebrali che il bambino vedrà in tempo reale sullo schermo del computer sotto forma di un videogioco.
Il bambino in un tempo che varia dai 30 ai 60 minuti vedrà sullo schermo delle immagini animate, come dei veri e propri videogiochi in cui i personaggi devono compiere dei percorsi e delle attività. Al bambino si dirà che dovrà raggiungere un certo obiettivo ( come ad esempio muovere il personaggio di quel videogioco che sta utilizzando) e riuscirà a farlo se si concentrerà. Quindi mentre il bambino raggiunge gli obiettivi del gioco esercita il cervello a lavorare in maniera differente dal solito , diminuendo le onde theta e aumentando le onde beta. Essendo il cervello l’organo che più di ogni altro va incontro a modifiche ( ogni volta che impariamo qualcosa il cervello si modifica permanentemente) questi cambiamenti in un primo tempo saranno momentanei poi con l’esercizio diventeranno permanenti determinando la remissione dei sintomi.
Il numero delle sedute necessarie varia da 20 a 40 con cadenza tra 1 e 4 volte a settimana.
Riassumendo con il Neurofeedback si lavora migliorando le performance cognitive, risolvendo l’iperattività e l’impulsività in modo da favorire un miglior controllo psicomotorio, innalzando i livelli di attenzione e concentrazione. Importanti cambiamenti avvengono nel comportamento di questi bambini, essi infatti divengono più calmi, riescono a concentrarsi meglio, raggiungono una maggior autoconsapevolezza e quindi una miglior qualità di vita, modificando permanentemente la funzionalità cerebrale senza l’intervento di agenti chimici.
Attualmente si calcola che nel mondo sono più di mille le equipe mediche che utilizzano il Neurofeedback ed ogni anno si aggiungono nuove evidenze che ne attestano l’efficacia.
|