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centro diurno di terapia e riabilitazione cognitiva per disabili psichici "Centro Nous"

 

 

Centro Diurno "NOUS"
Servizi Integrati per l'Handicap Psichico

 

Visita gli ambienti del Centro Diurno "Nous"

 

Progetto "Special Crabs"
un passo verso l'integrazione attraverso lo sport

 

Progetto Teatro

 


 

 

 

 

 

 

                    Sede:                                                                                                                      Via Maiano, 13 - 47900 Rimini 
Tel. e Fax 0039/0541/681012 - E-Mail: centronous@libero.it

 
Il centro «Nous» – dal greco “mente” -  è nato dalla volontà di creare un centro diurno per la riabilitazione dei pazienti psichici e psichiatrici, nel quale offrire agli utenti un servizio capace di garantire prestazioni riabilitative di elevato livello qualitativo.           Il centro è entrato in attività dal 1 luglio 2000 tramite una convenzione, con l'Azienda USL di Rimini, che prevede l’ammissione al centro di ragazzi e giovani affetti da problemi psichici e psichiatrici di vario grado. Attualmente gli utenti inseriti sono undici.

Gli operatori attualmente in servizio sono sei (full time), ed un medico psichiatra con funzione direttiva e formativa.

Il centro è aperto dal lunedì al sabato per un totale di 40 ore settimanali.

Gli utenti durante la giornata sono alternativamente impegnati in attività riabilitative di tipo cognitivo comportamentale e nella terapia occupazionale. La giornata normalmente è cadenzata dal seguente orario:

ore

09.00

accoglienza

ore

10.00-12.30

terapia occupazionale o altra attività  terapeutica

ore

13.00

pranzo

ore

13.30

riposo

ore

14.30-16.15

terapia occupazionale o altra attività terapeutica

ore

16.30

uscita dal centro

La struttura, ristrutturata completamente nel 2000, é organizzata su due livelli (piano terra e piano primo); è dotata di numero 2 sale grandi, 4 ulteriori sale, una sala attrezzata a cucina, 2 bagni attrezzati per disabili e un ulteriore bagno per il personale di servizio, un ampio terrazzo; è provvista inoltre di ascensore. La struttura è provvista di mq. 3.500 circa di terreno, in parte organizzato a giardino, e in parte a verde per la terapia occupazionale all'aperto.

Obiettivi del Centro Diurno "Nous":
I principali obiettivi che il centro si propone di raggiungere per ogni utente, possono essere così schematicamente riassunti: 

  • Valutazione complessiva delle disabilità e del quadro psicopatologico.
  • Acquisizione di abilità di autonomia.  
  • Acquisizione di abilità di comunicazione. 
  • Acquisizione di abilità cognitive.
  • Acquisizione di abilità lavorative.     
  • Acquisizione di abilità integranti. 
  • Mantenimento delle abilità acquisite.
  • Costruzione di relazioni empatiche.  
  • Trattamento delle patologie psichiche.    
  • Sostegno alle famiglie.  

Strumenti:
Per ogni singolo utente viene formulato un progetto terapeutico caratterizzato da una valutazione di ingresso nella quale sono testate le singole abilità e capacità quali l’autonomia, il linguaggio, la motricità, le abilità cognitive di base, le abilità cognitive superiori, le abilità sociali, le abilità lavorative, le abilità integranti e l'eventuale quadro psicopatologico.                                                                           A questo consegue una definizione degli obiettivi, distinti in obiettivi a breve termine e a lungo termine. In ultima istanza il lavoro terapeutico e riabilitativo viene verificato per ogni singolo obiettivo programmato

E’ previsto che, al termine del percorso terapeutico alcuni utenti, supportati da operatori, costituiscano una cooperativa sociale che permetta loro di inserirsi nel mondo del lavoro all’interno dei settori della terapia occupazionale svolta.

La relazione terapeutica, come accettato unanimemente, è la più fondamentale tra le risorse dell'operatore; tutto ciò che viene insegnato e soprattutto che viene appreso è mediato dalla relazione terapeutica; una relazione terapeutica negativa invalida ogni possibilità di riabilitazione. Per garantire ciò viene fornita agli operatori una supervisione del loro rapporto con gli utenti al fine di poter elaborare i vissuti e non agire le emozioni negative a questi riconducibili.

La collaborazione dei genitori viene incentivata per permettere all'utente di ricevere adeguati stimoli al suo sviluppo anche a casa, facendo al contempo sentire i genitori protagonisti dell'intervento riabilitativo-terapeutico; ad essi vienerichiesto di osservare con attenzione il comportamento del proprio figlio per discutere insieme all’equipe quali priorità porre nell’intervento educativo per poi intervenire attivamente per raggiungere gli obiettivi posti.

L’aggiornamento costante e il lavoro in equipe formano una visione d’insieme e quelle competenze condivise indispensabili per rendere il lavoro terapeutico efficace e non cadere nell’ansia dell'incertezza e del dilettantismo.

Le tecniche di riabilitazione cognitiva che si adottano nel centro semiresidenziale, trovano la loro matrice culturale nel cognitivismo-comportamentismo quale si è evoluto nell'ultimo ventennio. Cardine dell'inizio di ogni intervento terapeutico è l'analisi funzionale del sintomo, la quale fornisce le dimensioni di base sulle quali concentrare l'azione terapeutica e riabilitativa. All'interno di questa visione delle disabilità e della psicopatologia sono applicate le tecniche ormai lungamente studiate dal movimento cognitivista-comportamentista. Con tali tecniche si può andare ad incidere su comportamenti disadattivi, su difficoltà di apprendimento, o si possono codificare procedure di apprendimento per nuove abilità. Fra esse trova un posto particolarmente significativo, per ampliare la possibilità di apprendere dell'utente portatore di handicap, il metodo del professor Feuerstein. Secondo tale metodo, che trova la sua matrice culturale nel cognitivismo dalla scuola di Piaget, la struttura cognitiva dei soggetti con ritardo mentale ed i deficit di apprendimento, possono essere cambiati trasformando lo stile cognitivo dei soggetti da passivo e dipendente ad attivo e capace di generare conoscenza. Il programma trova il suo razionale nella teoria della modificabilità cognitiva e nell'esperienza dell'apprendimento mediato, che tendono a sviluppare massimamente le capacità metacognitive all’interno della relazione terapeutica.

La possibilità di essere indipendenti, svincolati da un’assistenza continua rappresenta un obiettivo di primaria importanza in quanto garantisce lo sviluppo dell’autonomia, fondamento di una buona qualità della vita. Distinguiamo, all’interno di tali abilità, quelle di base da quelle avanzate; le prime che sollevano la persona dall’assistenza basilare sono l’autoalimentazione, le abilità di igiene personale, le abilità relative allo spogliarsi e al vestirsi, e le abilità di controllo sfinterico. Le seconde che creano i presupposti per le abilità integranti, sono quelle del prendersi cura del proprio aspetto, della propria salute, delle proprie cose e dei propri ambiti di vita (rifarsi il letto, pulire la propria stanza, prepararsi il cibo, fare la spesa ecc.).

E’ indispensabile che l'utente che riceve una prestazione di terapia occupazionale possa comunque avere un rinforzo positivo da tale terapia; non è infatti ammissibile che possa sentirsi fallito all'interno di un quadro riabilitativo. Occorre dunque che l'attività occupazionale abbia difficoltà proporzionali alle competenze acquisite dal paziente in fase di riabilitazione; in questo senso la possibilità di attuare la terapia occupazionale attraverso il lavoro della terra ed il rapporto con gli animali rappresenta un importante allentamento della tensione emotiva che prestazioni difficili e le conseguenti frustrazioni tenderebbero a fare aumentare. Tali attività sembrano essere, fra le varie forme di terapia occupazionale, quelle che permettono una maggiore compliance da parte del paziente garantendo da un lato la possibilità di vedere in concreto il risultato dei propri sforzi e dall'altro garantendo una richiesta di perizia tecnica non particolarmente complessa. Attraverso l’attività svolte con gli animali si intende creare un clima favorevole all'apprendimento e al cambiamento grazie alla riduzione dell'ansia, risultando così più facile l'applicazione di tutte le tecniche riabilitative che richiedono uno stato di relativo rilassamento mentale.

Per i soggetti affetti da disturbo autistico è previsto l’utilizzazione del ‘metodo’ TEACCH che fra l’altro prevede:

  • Organizzazione fisica: lo spazio fisico è organizzato in modo tale che il ragazzo autistico possa associare un determinato luogo ad una determinata attività, area gioco, area lavoro, area abilità cognitive.
  • Schemi visivi: gli schemi visivi servono per aiutare i soggetti autisti ad organizzare la realtà secondo il loro peculiare modo di orientarsi in essa.
  • Sistema di lavoro: cioè un'organizzazione standardizzata del lavoro da svolgere, che permetta agli utenti di sfruttare al meglio.


 
 
 
Cooperativa Sociale Il Millepiedi - Via Tempio Malatestiano, 3 - 47900 - RIMINI - Tel. 0541/709157 - Fax. 0541/708667
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