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sostegno scolastico  

 

Elenco istituzioni scolastiche convenzionate (al novembre 2005)

 

 

L'esperienza scolastica rappresenta sicuramente un momento di fondamentale importanza, che può creare le condizioni per una reale integrazione sociale.

Per questo motivo da qualche anno la Cooperativa Sociale Il Millepiedi ha deciso di investire risorse umane, materiali, progetti, e soprattutto la propria esperienza professionale nel sostegno scolastico, fornendo educatori qualificati e fortemente motivati alle scuole di ogni ordine e grado, sia con progetti specifici (prima alfabetizzazione per alunni stranieri, integrazione, recupero abilità, ecc.) sia come sostegno ai bambini e ragazzi diversamente abili e con bisogni speciali.
Il ruolo dell'educatore nella scuola si configura come un sostegno globale alla persona, una figura professionale che può favorire l'inserimento del minore nella classe, la sua autonomia, al fine di permettere una reale integrazione e facilitare così tutto il percorso scolastico.

Tutti gli educatori impiegati sono in possesso di Laurea in Scienze della Formazione o in Psicologia e sono dotati di specifica esperienza in ambito educativo. Sono inoltre costantemente seguiti e da un coordinamento psico-pedagogico affidato alla Coordinatrice dell'Area Minori della cooperativa, dott.ssa Debora Natili (Psicologa) - tel. 0541 709157.

MODELLI ORGANIZZATIVI DELL'INTEGRAZIONE
SCOLASTICA DI QUALITA'

Il processo di inserimento-integrazione nella scuola dell’alunno in situazione di disagio, viene realizzato  con modalità diverse, ognuna delle quali rappresenta il grado di organizzazione , il livello di professionalità, la realtà storico-culturale e la filosofia delle istituzioni stesse.

Un ruolo strategico lo gioca sicuramente l’insegnante di sostegno, insieme all’educatore, che all’interno di un modello innovativo, non è più l’unica risorsa, ma è insieme all’intera istituzione scolastica che si assume nel suo insieme il compito di realizzare il pieno inserimento e l’integrazione dall’alunno con bisogni speciali, delineando e realizzando la centralità della “funzione sostegno”.

Tale modalità passa attraverso  una revisione del modo di agire dell’operatore in sintonia con gli altri docenti, con la famiglia con le altre figure specialistiche e con gli scolari. “Collegialità” non si contrappone più a “individualità” e a “specializzazione”. Non esiste più un gruppo di insegnanti distaccato dall’insegnante e dall’educatore di sostegno, perché la “funzione sostegno” è attribuita a tutta l’istituzione scuola. D’altronde, la “collegialità” è un gruppo di persone unite da un compito da svolgere assieme.

Emerge chiaramente la consapevolezza che non basta inserire l’allievo con deficit nella classe per garantire una sua effettiva integrazione con i compagni normodotati e col programma curricolare. Si rendono necessari specifici interventi progettuali che trovano attuazione nel concetto di “individualizzazzione” dell’insegnamento e che definiscono così le fasi dell’integrazione:

  • Diagnosi clinica della condizione di deficit;
  • Diagnosi funzionale, che descrive le potenzialità e le capacità
    dell’allievo, oltre ai deficit;
  • Profilo dinamico funzionale con gli obiettivi a medio e breve
    termine;
  • Progetto educativo individualizzato, con lo specifico  percorso
    educativo da compiere.

Il Progetto Educativo individualizzato (PEI) è un documento che:

  • Si riferisce a progetti educativi, riabilitativi e    di socializzazione,             nonché a forme d’interazione tra attività  scolastiche ed              extrascolastiche;
  • Descrive gli interventi didattici e riabilitativi tra loro integrati,             correlati alla disabilità  ed alle potenzialità dell’alunno;
  • È redatto verificato congiuntamente dai docenti curricolare e di             sostegno, e dagli operatori sanitari dell’USL, in  collaborazione                  con la famiglia;
  • Deve essere ben inserito nella programmazione educativa e             didattica della classe.

Il fine dell’integrazione non è più inteso solo nella “socializzazione” del bambino con bisogni diversi con i bambini normodotati, ma più estesamente possiamo individuare queste finalità:

  • gli apprendimenti;
  • le capacità comunicative;
  • la socializzazione
  • gli scambi relazionali

 

 

 

 

 
 
 
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