I Gruppi Educativi Territoriali (GET) sono il frutto della preziosa collaborazione messa in atto tra Azienda USL di Rimini e Cooperativa Sociale Il Millepiedi. Questa esperienza di vera e propria educativa territoriale, presente a Rimini da oltre 12 anni, è tesa a prevenire situazioni di disagio e devianza.
I Gruppi sono operanti dal Lunedì al Venerdì pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 18.00, per l'intero periodo scolastico, ed hanno come obiettivi principali il sostegno scolastico, la proposta di un’amicizia significativa, la socializzazione, l’acquisizione di competenze, l’integrazione con il territorio, il sostegno alle famiglie nel processo di crescita dei figli.
Accolgono mediamente dai 20 ai 25 minori ciascuno, frequentanti le scuole elementari e medie, una parte dei quali (2/3 circa) segnalati dal servizio sociale ed una parte attraverso il libero accesso (e in ogni modo sempre in accordo con le famiglie). Il numero complessivo dei minori seguiti, nell’intera Provincia di Rimini è superiore ai 300 circa.
In ogni Centro operano singole equipe di 3 educatori in possesso di specifica qualifica ed esperienza professionale, uno dei quali ha funzioni di responsabile. Le 14 equipe (complessivamente 42 educatori) sono costantemente seguite da un coordinamento psico pedagogico, affidato alla Cordinatrice dell’Area Minori della cooperativa, dott.ssa Debora Natili.
Dal 2005 è inoltre stato attivato un servizio di supervisione, che riguarderà tutti gli educatori coinvolti nei vari Gruppi Educativi Territoriali dei Distretti di Rimini e Riccione, affidato al dott. Mastella, psichiatra e psicoterapeuta di Ferrara, formatore abituale anche degli stessi operatori dell’Azienda USL di Rimini
Attualmente i Gruppi Educativi Territoriali gestiti dalla cooperativa sociale Il Millepiedi sono 14, dei quali 9 nel distretto di Rimini e 5 nel distretto di Riccione. Sono precisamente situati a:
Distretto di Rimini (n. 9 GET): Sant’Aquilina, Quartiere n. 4 (San Raffaele), Colonnella, Viserba 1 (elementari), Viserba 2 (medie), San Martino In Riparotta (superiori), Miramare, Verucchio (elementari e medie), Villa Verucchio (elementari e medie).
Distretto di Riccione (n. 5 GET): Riccione paese, Cattolica, Coriano, Morciano, Mondaino.
OBIETTIVI GENERALI E METODOLOGIA EDUCATIVA
Gli obiettivi generali del progetto sono i seguenti:
SOCIALIZZAZIONE
- Promuovere, e mano a mano consolidare, un’aggregazione dei ragazzi del territorio tentando di dare vita ad un gruppo progressivamente stabile;
- Far emergere la necessità di condividere regole comuni, educando all’accoglienza e alle responsabilità delle proprie azioni;
- Realizzare la promozione del ragazzo ed il suo benessere psico-sociale;
- Stimolare l’autonomia promuovendo l’identità personale;
- Proporre il Gruppo come luogo di apprendimento e riconoscimento delle differenze (di genere, cultura, età);
- Prevenire le situazioni di disagio minorile, offrendo ai ragazzi che vivono particolari situazioni di disagio personale, familiare o sociale un punto di riferimento che permetta loro di vivere una esperienza di rapporti e di relazioni positive con giovani-adulti significativi e con loro coetanei;.
INTEGRAZIONE CON IL TERRITORIO
- Maggiore apertura all’esterno per conoscere meglio il territorio, per imparare a confrontarsi con gli altri e con il mondo esterno (coetanei o adulti, istituzioni, servizi, altri gruppi o associazioni etc.), per essere più visibili e modificare l’immagine che gli altri ed i ragazzi stessi hanno di sé.
- Creare una “rete” di contatti tra tutte le realtà, istituzionali e non, coinvolte nell’educazione dei ragazzi (famiglie, insegnanti, servizi sociali, parrocchie, associazionismo etc.).
SOSTEGNO SCOLASTICO
- Offrire l'opportunità di un recupero scolastico in quanto lo svantaggio a scuola é spesso causa e /o effetto di emarginazione sociale e di sofferenza per il ragazzo;
- Facilitare l’acquisizione di capacità culturali e supporto nell’impegno scolastico;
- Orientamento post scolastico, acquisizione di maggiori strumenti, capacità e informazioni sulle scelte da compiere in futuro;
- Stimolo al mantenimento degli impegni presi.
ACQUISIZIONE COMPETENZE
- Aiutare i ragazzi a prendere coscienza delle proprie capacità, competenze e ricchezze;
- Offrire ai ragazzi attività educative di vario genere che scaturiscono anche da quelle che sono le competenze e gli interessi dei partecipanti.
METODOLOGIE DELLE ATTIVITA' EDUCATIVE
Attraverso la relazione interpersonale è possibile proporre e coinvolgere i ragazzi in attività che offrono loro l’occasione di crescere in quegli aspetti importanti per la formazione di una personalità matura, responsabile ed autonoma. L’attenzione degli educatori ovviamente non si ferma ad un solo aspetto ma tiene presente tutte quelle dinamiche, realtà, contesti che interagiscono con il minore e influenzano la crescita e la formazione dell’individuo.
1. Rapporto ragazzo-educatore
L'azione educativa si concretizza nella relazione che si stabilisce tra il minore e l'educatore, quest'ultimo accooglie ogni ragazzo cogliendone e valorizzandone le capacità. Il minore in tale rapporto si arricchisce del confronto con un adulto non-genitore. L’equipe degli educatori è responsabile della stesura e delle verifiche in itinere dei piani educativi individuali (PEI) che vengono presentati ai servizi sociali.
2. Rapporto con i coetanei
Fondamentale per la crescita del ragazzo é il continuo confronto-scontro con i coetanei e la presa di coscienza della risonanza di ogni sua azione all'interno del gruppo. Le dinamiche di gruppo insegnano un comportamento sociale volto alla collaborazione e all'attenzione agli altri. Anche i momenti conflittuali sono trasformati dagli educatori in momenti di crescita e consapevolezza dei ragazzi. L'educatore è catalizzatore di rapporti costruttivi e di una migliore comunicazione ed integrazione.
3. Rapporti con le famiglie
Le famiglie vengono coinvolte all’inizio di ogni anno per la presentazione delle finalità, degli obiettivi e delle iniziative. Sono previsti poi altri momenti di incontro attraverso l'organizzazione di feste, gite, momenti di informazione/formazione. L’atteggiamento degli educatori è sempre di ascolto e confronto con i genitori, nello spirito di collaborazione, in quanto primi educatori dei loro figli.
4. Rapporti con la scuola
Gli educatori garantiscono dei momenti d’incontro e confronto con gli insegnanti dei ragazzi in particolare per quelli segnalati dai servizi. Tempi e modi sono concordati gruppo per gruppo con le scuole di riferimento. Gli educatori incontrano con cadenza mensile, durante l’orario di ricevimento, i professori o i maestri dei ragazzi. Per coloro che si trovano in maggiori difficoltà, gli educatori collaborano con gli insegnanti per ideare, programmare e realizzare un eventuale percorso scolastico personalizzato.
5. Rapporti con i servizi sociali
Ogni anno almeno dieci giorni prima dell’avvio dei gruppi i servizi sociali contattano il responsabile di ogni gruppo per la presentazione dei ragazzi che frequenteranno il centro e per concordare alcuni elementi necessari per la stesura del progetto educativo individuale. Oltre ai due momenti formali di verifica richiesti nel capitolato i responsabili della cooperativa e gli educatori si rendono disponibili ogni qualvolta si renda necessario.
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